L’ex difensore della Fiorentina Lorenzo Amoruso è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per analizzare la prossima sfida dei viola, queste le sue parole:
Parlando del Milan, prossimo avversario della Fiorentina, Amoruso ha sottolineato: “Quest’anno il Milan è stato un saliscendi di prestazioni incredibile, non si può decifrare. Peggio anche della Fiorentina stessa, per certi versi. Hanno avuto anche enormi picchi come quella clamorosa vittoria a Madrid e quei tre giorni in Supercoppa. Resta un avversario davvero ingestibile”.
Riguardo all’importanza della partita di sabato: “Sabato è il Milan che ha da rimetterci. Non mi aspetto cambiamenti. Contro le squadre forti e blasonate, Napoli a parte, ha uno dei record migliori della sua storia. Si va a Milano con una situazione particolare. La Fiorentina deve fare la sua partita, è il Milan quello che ha molto più da rimetterci ed è sotto contestazione da tempo. Sono loro quelli chiamati a vincere ricoperti di pressione. Certo, anche la Viola deve vincere per credere ancora nella lotta per L’Europa. Tuttavia, conoscendo i vari approcci alla stagione, non mi aspetto grandi cambi rispetto alla formazione anti-Atalanta e non mi aspetto un pressing così alto. Per la qualità della squadra, comunque, avere delle riserve all’altezza dei titolari è tanta roba”.
Infine, parlando della crescita della squadra e delle prestazioni individuali, Amoruso ha voluto sottolineare il miglioramento collettivo della difesa: “Si è alzata la condizione dei singoli. Pablo Marì sta dando il suo apporto, ma in realtà tutta la squadra sta alzando la sua condizione. Tutti i compagni di reparto, da Comuzzo a Pongracic, ma soprattutto Ranieri. Questo fa la differenza, è un cambiamento di reparto: i compagni iniziano a conoscersi meglio, si muovono insieme e comprendono meglio come mobilitarsi a tre e non a quattro. Parisi? Sembra che stia facendo una brutta stagione, sentendo parlare a giro… Quest’anno ha fatto ottime partite, invece. Non è un caso che Palladino abbia scelto lui al posto di Biraghi, al di là delle litigate. Un allenatore non è stupido, lui l’avrà sicuramente ritenuto utile con ragione di pensarlo”.