La Fiorentina, non è una novità, è la settima squadra per monte ingaggi in Serie A, ma invece di stazionare nelle zone europee o quasi, anche quest’anno lotta per la salvezza, posizionandosi attualmente in classifica al quattordicesimo posto alla pari del Benevento che spende di ingaggi, pensate, poco più della metà rispetto a noi.
Ma la cosa che volevo farvi notare, principalmente, in questo breve pezzo di presentazione del match di domani sera, alle 20,45, tra Fiorentina ed Atalanta, è il fatto che una squadra appena undicesima nella classifica degli stipendi di Serie A rischi di finire per la terza volta consecutiva in Champions League. Quest’anno, infatti, ci dà attualmente ventotto punti in classifica, distacco destinato purtroppo ad aumentare nelle ultime nove partite di Campionato, e l’anno scorso ce ne ha dati ventinove, nonostante la rimonta in classifica della squadra di Iachini nella parte di Campionato disputatasi post blocco Covid.

Ora di fronte a questi dati inconfutabili, che dimostrano che puoi spendere molto meno della Fiorentina e lottare per la Champions League (parlo appunto del caso Atalanta), come si può solo pensare di confermare Daniele Pradè, persona stupenda e che tantissimo ha fatto di bene alla Fiorentina nell’era Della Valle, con Macia e Montella, ma che non ha saputo ripetersi in questi due anni di Commisso?
Se azzeramento deve essere, con la partenza finalmente di un nuovo ciclo virtuoso, il patron viola (sempre restio, per carattere, a licenziare le persone) non può rinnovare il contratto al dirigente romano, nonostante umanamente quest’ultimo si prenda alla grande sia con Barone che con Commisso stesso.
Giancarlo Sali