Il viola è il colore della gioventù, il nerazzurro di tutta una vita, che gli è rimasto tatuato sulla pelle. Nicola Berti è il doppio ex di lusso della sfida di stasera al Franchi. Lì debuttò in prima squadra grazie ad Aldo Agroppi, stagione 1985-86, chiusa con 28 presenze e tre gol, di cui uno proprio ai nerazzurri, vittoria 3-0 a Firenze. Approdò all’Inter nell’estate 1988 per oltre 7 miliardi di vecchie lire, un ottimo investimento perché ne sarebbe diventato un simbolo. Questa la sua intervista a La Gazzetta dello Sport
Ricordi personali della sfida? «Tanti e variegati. Quando tornai al Franchi per la prima volta da avversario fu un incubo. Era l’anno dello scudetto. Lo stadio non tifava contro l’Inter ma contro Nicola Berti. Tanto che Trapattoni fu costretto a sostituirmi. L’anno dopo al Meazza mi sono “vendicato” segnando sotto la curva dei tifosi viola. Diciamo che non riuscii a controllare i movimenti delle dita… certo non un’esultanza molto educata, ma succede quando sei un ragazzo».
Oggi una sfida delicata per entrambe? «Per ragioni diverse, ovviamente. La Fiorentina sembrava aver cominciato bene, poi si è un po’ smarrita. Non saprei bene indicarne il motivo. Forse è una questione di preparazione fatta in modo troppo veloce per gli impegni nei preliminari di Conference».
LA RIVELAZIONE DI BENEDETTO FERRARA