Cambiando l’ordine dei fattori, gli stadi, gli avversari, i contesti, il risultato non cambia, la Grecia e Atene continuano a essere indigeste e amare per la Fiorentina, battuta 3-2 dal Panathinaikos nell’andata degli ottavi di finale di Conference League. Una partita schizofrenica quella dei viola, senza una continuità mentale, con tante disattenzioni tattiche e tecniche e con un calo fisico nel secondo tempo evidente e già visto in altre circostanze. Una sfida che, nonostante una rimonta in due minuti attorno al ventesimo del primo tempo dal 2-0 al 2-2, la Fiorentina è riuscita a buttare via, incapace di portare a casa un risultato positivo in vista del ritorno e di scattare sul piano del gioco, contro un avversario modesto, non irresistibile, ma che compattandosi e credendoci è riuscito a vincere la partita, sovrastando la diversità tecnica con agonismo e voglia. Quella mancata ai ragazzi di Palladino nel secondo tempo. Lo scrive Repubblica.