
Nel 2023 (ma anche nel 2024 sarà lo stesso) tutti sono esperti di tutto, tutti sono pensano di avere la verità in tasca con teorie apprese al bar o da proprie convinzioni personali. Il problema è che le espongono queste teorie come verità accertate.
Accade cosi che, dopo la scelta della Fiorentina di fare il ritiro estivo al Viola Park e non in montagna, tanti presunti esperti siano usciti fuori nel sostenere che, senza ritiro a Moena sulla dolomiti, la squadra non avrebbe avuto la preparazione necessaria per affrontare coppe e campionato.
Ne abbiamo lette di tutti colori, accuse a destra e a manca, rimpianto Moena e battute costanti sul caldo di Firenze dove i ragazzi di Italiano hanno corso e preparato fisicamente la stagione.
Si, lo dicevano con forza, non accettavano nemmeno il confronto. E non fa niente se ormai il ritiro in montagna le grandi squadre lo hanno superato da anni ormai (solo la Lazio resiste), non importa che gente qualificata diceva che addirittura per la preparazione fisica sarebbe stato anche meglio il Viola Park come location. Non importa, gli esperti da quattro soldi erano sicuri: “Ritiro in montagna altrimenti la squadra non corre”.
Risultato? Cammino da urlo per la Fiorentina che, con una partita ancora da giocare al termine del girone di andata, ha fatto 33 punti in serie A e si è qualificata come prima nel girone di Conference League, superando anche il turno in Coppa Italia. Tradotto: il massimo fatto in ogni competizione. Mai erano stati fatti cosi tanti punti in campionato negli ultimi anni, eppure fino allo scorso anno si andava nella fresca Moena. Chissà se questi esperti finiranno di far brutte figure e chissà come avranno giustificato l’ennesimo strafalcione…
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